Μέγαν εύρατο εν τοις κινδύνοις, σε υπέρμαχον η οικουμένη, αθλοφόρε τα έθνη τροπούμενον. Ως ουν Λυαίου καθείλες την δύναμιν, εν τω σταδίω θαρρύνας τον Νέστορα, ούτως Άγιε, μεγαλομάρτυς Δημήτριε, Χριστόν τον Θεόν ικέτευε, δωρήσασθαι ημίν το μέγα έλεος (Απολυτίκιο Αγίου Δημητρίου)
Visualizzazione post con etichetta Σαρακοστή. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Σαρακοστή. Mostra tutti i post

11 aprile 2014

La Resurrezione di Lazzaro (Da Arch.Dionisio Papavasileiou)



PATRIARCATO ECUMENICO
SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D’ITALIA E MALTA
PARROCCHIA GRECO-ORTODOSSA DI SAN DEMETRIO MEGALOMARTIRE
Via dé Griffoni, 3 40123 – Bologna. http: sandemetriobo.blogospot.com
No Prot.: -/2014 Bologna li,
210.04.2014

Carissimi parrocchiani ed amici della Parrocchia.

Giunti al termine della Grande Quaresima dei digiuni la Chiesa ci propone la
contemplazione del mistero della resurrezione di Lazzaro. Questa ricorrenza, insieme
all’ingresso a Gerusalemme, commemorato domani, presenta un carattere gioioso che si
discosta dal precedente cammino quaresimale e dai successivi avvenimenti della Passione.
Il racconto del Vangelo di Giovanni colloca la risurrezione di Lazzaro pochi giorni prima
della Passione del Signore. Gesù venne invitato ad andare a Betània perché il suo amico
Lazzaro era gravemente ammalato, ma Egli invece di affrettarsi, ritardò la partenza, tanto da
arrivare a Betània quattro giorni dopo la morte di Lazzaro. Il senso di questo suo attardarsi è
ben esposto nella pericope evangelica che viene letta nella Liturgia: «Questa malattia non è
per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato».
Infatti il Signore trasformerà l’evento naturale della morte di Lazzaro in una epifania della
sua misericordiosa potenza.
Al suo arrivo a Betània Gesù trovò le sorelle di Lazzaro, Marta e Maria in lutto per la
morte del fratello. San Giovanni nel raccontare questo avvenimento mette in evidenza il
diverso atteggiamento delle due donne davanti al Signore e, benché entrambe lo
rimproverino del suo ritardo, di Marta ne evidenzia la fiducia: «[…]Ma anche ora so che
qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà», mentre di Maria il dolore, che
provocherà la commozione dello stesso Gesù.
Gesù chiese dov’era il luogo della sepoltura e recandosi sul posto ordinò che venisse tolta
la pietra che chiudeva il sepolcro. Questa sua richiesta generò stupore e incomprensione,
tant’è che Marta per evidenziarne l’assurdità sottolineò che Lazzaro era lì da quattro giorni
ed ormai puzzava. Ma l’insistenza di Gesù convinse i presenti ad agire secondo la sua
parola. Alzando gli occhi al cielo Gesù pregò e ringraziò il Padre per quello che stava per
avvenire e con voce decisa invitò Lazzaro ad uscire dal sepolcro. L’insolita scena che
apparve ai molti che erano accorsi in quei giorni ad assistere le sorelle in lutto, divenne
ancora più incomprensibile quando videro Lazzaro uscire dal sepolcro con tutte le sue bende
funebri. La meraviglia, lo stupore e la gioia furono tali che di lì a breve quella esperienza
sovrannaturale sarebbe stata conosciuta in tutta la Giudea.
Come sottolineano i testi liturgici della settimana di Quaresima appena trascorsa, il
miracolo di Betània rivela le due nature di Cristo, il Dio-Uomo. Cristo piange per Lazzaro e
in questo mostra tutta la pienezza della sua umanità, che implica il dolore autentico per la
morte di un caro amico; ma poi manifesta anche la sua natura divina, poiché risuscita
Lazzaro dai morti, anche se il suo corpo ha già iniziato a decomporsi e puzzare. Questa
doppia pienezza della divinità del Signore e della sua umanità è da tenere in considerazione
nella Grande e Santa Settimana, soprattutto il Venerdì, quando sulla Croce si manifesterà
una vera agonia umana, sia fisica che mentale: la sofferenza umana di Dio.


Nella nostra Parrochhia:
Venerdì 11 aprile 2014 alle 18:30 il Vespro e segue la Divina Liturgia.
Sabato 12 aprile 2014 alle 8:30 il Matuttino e la sera alle 17:30 il
Grande Vespro della domenica delle Palme.
Domenica 13 aprile 2014 alle 9:00 l’Officio de Mezzanotte, alle 9:15 il
Matuttino e alle 10:15 la Dina Liturgia. Alla fine deòlla Divina Liturgia
segue la benedizione delle palme.

 
Buona Settimana santa a tutti.
p. Dionisios

05 aprile 2014

Κυριακή Ε΄ Νηστειών- Domenica 5a di Quaresima ( S.Maria di Egiziaca)





Αύριο 06-04-2014 ο ΄Ορθρος ξεκινά στις 9.00 και η θεία λειτουργία του Μ.Βασιλείου στις 10.15
Domani 06-04-2014 l'ufficio di mattutino comincia alle 9.00 seguito da Divina Liturgia di S.Basilio alle 10.15.

Ευαγγέλιον της Κυριακής κατά Μαρκον Ι΄.32-45
32 Ἦσαν δὲ ἐν τῇ ὁδῷ ἀναβαίνοντες εἰς Ἱεροσόλυμα, καὶ ἦν προάγων αὐτοὺς ὁ Ἰησοῦς, καὶ ἐθαμβοῦντο, οἱ δὲ ἀκολουθοῦντες ἐφοβοῦντο. καὶ παραλαβὼν πάλιν τοὺς δώδεκα ἤρξατο αὐτοῖς λέγειν τὰ μέλλοντα αὐτῷ συμβαίνειν 33 ὅτι Ἰδοὺ ἀναβαίνομεν εἰς Ἱεροσόλυμα, καὶ ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου παραδοθήσεται τοῖς ἀρχιερεῦσιν καὶ τοῖς γραμματεῦσιν, καὶ κατακρινοῦσιν αὐτὸν θανάτῳ καὶ παραδώσουσιν αὐτὸν τοῖς ἔθνεσιν 34 καὶ ἐμπαίξουσιν αὐτῷ καὶ ἐμπτύσουσιν αὐτῷ καὶ μαστιγώσουσιν αὐτὸν καὶ ἀποκτενοῦσιν, καὶ μετὰ τρεῖς ἡμέρας ἀναστήσεται.
35 Καὶ προσπορεύονται αὐτῷ Ἰάκωβος καὶ Ἰωάννης οἱ υἱοὶ Ζεβεδαίου λέγοντες αὐτῷ· Διδάσκαλε, θέλομεν ἵνα ὃ ἐὰν αἰτήσωμέν σε ποιήσῃς ἡμῖν. 36 ὁ δὲ εἶπεν αὐτοῖς· Τί θέλετε ποιήσω ὑμῖν; 37 οἱ δὲ εἶπαν αὐτῷ· Δὸς ἡμῖν ἵνα εἷς σου ἐκ δεξιῶν καὶ εἷς ἐξ ἀριστερῶν καθίσωμεν ἐν τῇ δόξῃ σου. 38 ὁ δὲ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτοῖς· Οὐκ οἴδατε τί αἰτεῖσθε· δύνασθε πιεῖν τὸ ποτήριον ὃ ἐγὼ πίνω, ἢ τὸ βάπτισμα ὃ ἐγὼ βαπτίζομαι βαπτισθῆναι; 39 οἱ δὲ εἶπαν αὐτῷ· Δυνάμεθα. ὁ δὲ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτοῖς· Τὸ ποτήριον ὃ ἐγὼ πίνω πίεσθε καὶ τὸ βάπτισμα ὃ ἐγὼ βαπτίζομαι βαπτισθήσεσθε, 40 τὸ δὲ καθίσαι ἐκ δεξιῶν μου ἢ ἐξ εὐωνύμων οὐκ ἔστιν ἐμὸν δοῦναι, ἀλλ’ οἷς ἡτοίμασται.
41 Καὶ ἀκούσαντες οἱ δέκα ἤρξαντο ἀγανακτεῖν περὶ Ἰακώβου καὶ Ἰωάννου. 42 καὶ προσκαλεσάμενος αὐτοὺς ὁ Ἰησοῦς λέγει αὐτοῖς· Οἴδατε ὅτι οἱ δοκοῦντες ἄρχειν τῶν ἐθνῶν κατακυριεύουσιν αὐτῶν καὶ οἱ μεγάλοι αὐτῶν κατεξουσιάζουσιν αὐτῶν. 43 οὐχ οὕτως δέ ἐστιν ἐν ὑμῖν· ἀλλ’ ὃς ἂν θέλῃ μέγας γενέσθαι ἐν ὑμῖν, ἔσται ὑμῶν διάκονος, 44 καὶ ὃς ἂν θέλῃ ἐν ὑμῖν εἶναι πρῶτος, ἔσται πάντων δοῦλος· 45 καὶ γὰρ ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου οὐκ ἦλθεν διακονηθῆναι ἀλλὰ διακονῆσαι καὶ δοῦναι τὴν ψυχὴν αὐτοῦ λύτρον ἀντὶ πολλῶν.




Vangelo di Domenica secondo Marco 10.32-45 
 Mentre erano in viaggio per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano stupiti; coloro che venivano dietro erano pieni di timore. Prendendo di nuovo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che gli sarebbe accaduto: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani, lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno; ma dopo tre giorni risusciterà».
E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo».E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti.Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

03 aprile 2014

Ιnno Akathistos (da Archim. Dionisio Papavasileiou)


O Madre di Dio, o invitta protettrice,
noi, tua città, salvati da terribili sciagure
eleviamo a Te inni di vittoria e di ringraziamento.
Tu, che possiedi potenza invincibile, liberaci da tutti i mali
e noi grideremo a Te: Gioisci Vergine Sposa.

PATRIARCATO ECUMENICO
SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D’ITALIA E MALTA
PARROCCHIA GRECO-ORTODOSSA DI SAN DEMETRIO
MEGALOMARTIRE
Via dé Griffoni, 3 40123 – Bologna http: sandemetriobo.blogospot.com
No Prot.: -/2014 Bologna li, 3.04.2014

O Madre di Dio, o invitta protettrice,
noi, tua città, salvati da terribili sciagure
eleviamo a Te inni di vittoria e di ringraziamento.
Tu, che possiedi potenza invincibile, liberaci da tutti i mali
e noi grideremo a Te: Gioisci Vergine Sposa.
Kontakion dell'Akathistos

Carissimi Parrocchiani e amici,

Siamo ormai arrivati alla fine della Grande e Santa Quaresima e la Chiesa ci inviterà a inneggiare
davanti alla Sacra Effige della Madre-di-Dio l'Inno Akathistos, che Lei così ama.
È uno tra i più famosi inni che la Chiesa Ortodossa dedica alla Theotokos.
Akathistos si chiama per antonomasia quest'inno liturgico del secolo V, che fu e resta il modello
di molte composizioni innografiche e litaniche, antiche e recenti."Akathistos" non è il titolo
originario, ma una rubrica:"a-kathistos" in greco significa "non-seduti", perché la Chiesa
ingiunge di cantarlo o recitarlo "stando in piedi", come si ascolta il Vangelo, in segno di
riverente ossequio alla Madre di Dio.
La struttura metrica e sillabica dell'Akathistos si ispira alla celeste Gerusalemme descritta
dal cap. 21 dell'Apocalisse, da cui desume immagini e numeri: Maria è cantata come
identificazione della Chiesa, quale "Sposa - Νύμφη" senza sposo terreno, Sposa vergine
dell'Agnello, in tutto il suo splendore e la sua perfezione.
L'inno consta di 24 stanze (in greco: oikoi), quante sono le lettere dell'alfabeto greco con le
quali progressivamente ogni stanza comincia. Ma fu sapientemente progettato in due parti distinte,
su due piani congiunti e sovrapposti - quello della storia e quello della fede -, e con due prospettive
intrecciate e complementari - una cristologica, l'altra ecclesiale -, nelle quali è calato e s'illumina il
mistero della Madre di Dio. Le due parti dell'inno a loro volta sono impercettibilmente suddivise
ciascuna in due sezioni di 6 stanze: tale suddivisione è presente in modo manifesto nell'attuale
celebrazione liturgica. L'inno tuttavia procede in maniera binaria, in modo che ogni stanza dispari
trova il suo complemento - metrico e concettuale - in quella pari che segue. Le stanze dispari si
ampliano con 12 salutazioni mariane, raccolte attorno a un loro fulcro narrativo o dommatico, e
terminano con l'efimnio o ritornello di chiusa: "Gioisci, sposa senza nozze – Χαίρε Νύμφη
Ανύμφευτε!". Le stanze pari invece, dopol'enunciazione del tema quasi sempre a sfondo cristologico,
terminano con l'acclamazione a Cristo: "Alleluia! - Αλληλούια” Così l'inno si presenta cristologico
insieme e mariano, subordinando la Madre al Figlio, la missione materna di Maria all'opera
universale di salvezza dell'unico Salvatore.
La prima parte dell'Akathistos (stanze 1-12) segue il ciclo del Natale, ispirato ai Vangeli
dell'Infanzia (Lc 1-2; Mt 1-2). Essa propone e canta il mistero dell'incarnazione (stanze 1-4), l'effusione
della grazia su Elisabetta e Giovanni (stanza 5),la rivelazione a Giuseppe (stanza 6), l'adorazione dei
pastori(stanza 7), l'arrivo e l'adorazione dei magi (stanze 8-10), la fuga in Egitto (stanza 11), l'incontro con
Simeone (stanza 12): eventi che superano il dato storico e diventano lettura simbolica della grazia che si
effonde, della creatura che l'accoglie, dei pastori che annunciano il Vangelo, dei lontani che giungono alla
fede, del popolo di Dio che uscendo dal fonte battesimale percorre il suo luminoso cammino verso la Terra
promessa e giunge alla conoscenza profonda del Cristo.
La seconda parte (stanze 13-24) propone e canta ciò che la Chiesa al tempo di Efeso e di
Calcedonia professava di Maria, nel mistero del Figlio Salvatore e della Chiesa dei salvati. Maria è la
Nuova Eva, vergine di corpo e di spirito, che col Frutto del suo grembo riconduce i mortali al paradiso
perduto (stanza 13); è la Madre di Dio, che diventando sede e trono dell'Infinito, apre le porte del cielo e vi
introduce gli uomini (stanza 15); è la Vergine partoriente, che richiama la mente umana a chinarsi davanti al
mistero di un parto divino e ad illuminarsi di fede (stanza 17); è la Sempre-vergine, inizio della verginità
della Chiesa consacrata a Cristo, sua perenne custode e amorosa tutela (stanza 19); è la Madre dei
Sacramenti pasquali, che purificano e divinizzano l'uomo e lo nutrono del Cibo celeste (stanza 21); è l'Arca
Santa e il Tempio vivente di Dio, che precede e protegge il peregrinare della Chiesa e dei fedeli verso l'ultima
Pasqua (stanza 23); è l'Avvocata di misericordia nell'ultimo giorno (stanza 24).
L'Akathistos è una composizione davvero ispirata. Conserva un valore immenso:
— a motivo del suo respiro storico-salvifico, che abbraccia tutto il progetto di Dio coinvolgendo la creazione
e le creature, dalle origini all'ultimo termine, in vista della loro pienezza in Cristo;
— a motivo delle fonti, le più pure: la Parola di Dio dell'Antico e del Nuovo Testamento, sempre presente in
modo esplicito o implicito; la dottrina definita dai Concili di Nicea (325), di Efeso (431) e di Calcedonia
(451), dai quali direttamente dipende; le esposizioni dottrinali dei più grandi Padri orientali del IV e del V
secolo, dai quali desume concetti e lapidarie asserzioni;
— a motivo di una sapiente metodologia mistagogica, con la quale —assumendo le immagini più eloquenti
dalla creazione e dalle Scritture —eleva passo passo la mente e la porta alle soglie del mistero
contemplato e celebrato: quel mistero del Verbo incarnato e salvatore.
Circa l'Autore, quasi tutta la tradizione manoscritta trasmette anonimo l'inno Akathistos. La
versione latina redatta dal Vescovo Cristoforo di Venezia intorno all'anno 800, che tanto influsso
esercitò sulla pietà del medioevo occidentale, porta il nome di Germano di Costantinopoli (733).
Oggi però la critica scientifica propende ad attribuirne la composizione ad uno dei Padri di
Calcedonia: in tal modo, questo testo venerando sarebbe il frutto maturo della tradizione più
antica della Chiesa ancora indivisa delle origini, degno di essere assunto e cantato da tutte le
Chiese e comunità ecclesiali.

Nella nostra Parrocchia l’Inno Akathistos si celebrerà secondo il seguente
programma, Venerdì 4 aprile 2014:
· Alle or e 18:30 il Mattutino con l’Inno Akathistos
· Alle ore 20:30 la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo.

Inolte vi comunico anche il programma per la domenica 06 aprile 2014:
· Matuttino alle 09:00.
· Divina Liturgia di San Basilio Magno alle 10:15.
· Benedizione dell’Acqua per il mese di aprile ’14 alle 11:30.

A tutti la benedizione di Dio Trino e Uno per le intercessioni della Semprevergine
Maria.
Il Parroco e Padre nello Spirito
p. Dionisios
visitate anche il Blog degli amici della Parrocchia: www.sandemetriobo.blogspot.com

Ακάθιστος Υμνος 2014 - Inno Akathistos 2014


Χαίρε Γέφυρα μετάγουσα από γής προς ουρανόν....

Αύριο Παρασκευή 04-04-2014 θα τελεστεί η ακολουθία του Ακαθίστου ύμνου μαζί με τόν όρθρο.
Η ακολουθία άρχεται στις 18.30
Τι σημαίνει αυτό?
Οι τέσσερις στάσεις των Χαιρετισμών της Παναγίας μας, θα ψαλλούν μαζί με τον όρθρο του Σαββάτου.Αμέσως μετά το πέρας του όρθρου θα τελεστεί η θεία λειτουργία του Ιωάννου του Χρυσοστόμου.
Σημείωση: Όποιος λοιπόν θέλει,  μπορεί να προετοιμαστεί (φυσικά μετά από άδεια του πνευματικού του) να κοινωνήσει αύριο το βράδυ.

Χαίρε Νύμφη Ανύμφευτε.....

Domani Venerdi 04-04-2014 si terrà l'ufficio dell' inno Akathistos insieme con il  mattutino del Sabato.
L'ufficio inizierà alle ore 18.30.
Cosa significa Inno Akathistos "dentro" il mattutino?
Semplicemente le 4 stazioni dell' inno vengono incorporate e cantate con un prestabilito ordine liturgico insieme al mattutino. Subito dopo la fine del mattutino, si cerebrerà la messa Eucaristica Di San Giovanni Crisostomo.
Nota Bene: Chi vuole ,può prepararsi (naturalmente dopo proprio permesso del suo padre spirituale) a fare la comunione domani sera.

02 aprile 2014

Προηγιασμένη θεία λειτουργία - Liturgia dei doni presantificati


Σήμερα Τετάρτη 02-04-2014 θα τελεστεί η θεία λειτουργία των προηγιασμένων και θα ξεκινήσει στις 18.30
Oggi Mercoledi 02-04-2014 si terrà la liturgia dei doni presantificati e si comincia alle 18.30.


*** Domani 03 -04-14 alle ore 7.30 del mattino si celebrerà l' ufficio del Grande Canone di San Andrea di Creta.


***Αύριο  03-04-14 θα τελεστεί η ακολουθία του Μεγάλου Κανόνος και άρχεται στις 7.30 πρωινή.

28 marzo 2014

Δ΄ Χαιρετισμοί - 4a stazione dell'inno Akathistos


Ὧ πανύμνητε Μῆτερ, ἡ τεκοῦσα τὸν πάντων Ἁγίων ἁγιώτατον Λόγον, δεξαμένη τὴν νὺν προσφοράν, ἀπὸ πάσης ῥύσαι συμφορὰς ἅπαντας, καὶ τῆς μελλούσης λύτρωσαι κολάσεως τοὺς σοὶ βοῶντας, Ἀλληλούϊα.


Σήμερα Παρασκευή 28-03-2014 στις 19.30 θα ξεκινήσει η τέταρτη  στάση των Χαιρετισμών της Παναγίας.
Οggi Venerdi 28-03-2014 si terrà la quarta  Stazione dell'inno Akathistos e si comincia alle 19.30


24 marzo 2014

Festa dell' Annunciazione (da Archimandrita Dionisio Papavasileiou)




PATRIARCATO ECUMENICO
SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D’ITALIA E MALTA
PARROCCHIA GRECO-ORTODOSSA DI SAN DEMETRIO MEGALOMARTIRE
Via dé Griffoni, 3 40123 – Bologna. http: sandemetriobo.blogospot.com
No Prot.: -/2014 Bologna li,
24.03.2014

Carissimi Parrocchiani ed amici,
Martedì 25 maezo la Chiesa festeggia la grande festa dell’annunciazione della Santissima
Madre di Dio. La scena dell'Annunciazione si trova nel Vangelo di Luca (1,26-38). L'arcangelo
Gabriele apparve alla Vergine Maria e le portò la buona notizia. "Allora Maria disse all'angelo:
Come è possibile? Non conosco uomo? Le rispose l'angelo: lo spirito santo scenderà su di te, su te
stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato
Figlio di Dio". Nel corso dei secoli si è sviluppata anche l'iconografia dell'Annunciazione.
L'iconografia non prevede una narrazione dettagliata.
L'immagine trasmette soltanto l'essenza dell'avvenimento chiamato con una sola parola:
Annunciazione.
Una delle immagini più antiche dell'Annunciazione è l'icona conosciuta come
"l'Annunciazione di Ustiug" dipinta nella prima metà del XII secolo a Novgorod.
«L'Annunciazione di Ustiug» è una delle più concise varianti di quest'immagine. In essa non
ci sono dettagli secondari. L'arcangelo Gabriele si rivolge alla Vergine Maria. Il suo atteggiamento è
statico ed equilibrato. Verso la fine del manto, gettato sulle spalle, è appesa una piccola pietra, e le
ben definite pieghe verticali rafforzano l'espressione di pace. Maria, vestita di un omophorion
(tunica) di colore rosso vino e di un manto (chiton) di colore azzurro scuro, ascolta l'arcangelo. La
sua espressione esprime il consenso. L'annunciazione ha colto la Vergine Maria durante il lavoro:
nella sua mano sinistra regge un gomitolo di lana, il cui filo pende dalla mano destra. Con la mano
copre premurosamente la trasparente piccola figura del Bambino, che appare sullo sfondo scuro: noi
vediamo la stessa Incarnazione di Dio! Sopra l'arcangelo e la Vergine, in un semicerchio azzurro è
presentato in un trono rosso l'"Antico di giorni", l'immagine in cui Dio appare al profeta Daniele in
una delle sue visioni (Dan 7,9). Dalla sua mano benedicente si stende verso la Vergine Maria un
sottile raggio azzurro. Nella Rus' antica un'altra iconografia dell'Annunciazione, piena di dinamica e
di movimento, godeva di una popolarità ancora più grande. L'Arcangelo si rivolge alla Vergine in
uno slancio impetuoso. Le dita della sua mano destra, dirette verso Maria, sono raffigurate nel gesto
di benedire. Quasi sentiamo la voce dell'arcangelo: "Piena di grazia! Il Signore è con Te!". Per la
sorpresa Maria sobbalza bruscamente, perdendo il fuso. La sua espressione manifesta nello stesso
tempo paura, sorpresa, attenzione ed, infine, accettazione della buona notizia. Dal cielo come un
raggio scende sulla Vergine lo Spirito Santo in forma di colomba.
L'atteggiamento della Vergine Maria, il colore delle sue vesti e quello degli edifici, i modelli
dell'architettura spezzati esprimono chiaramente il dramma dell'avvenimento miracoloso. L'edificio
raffigurato sullo sfondo mostra che l'azione avviene in casa, nella stanza. E la Vergine stessa è
divenuta l'abitazione che porta Dio: è iniziata l'incarnazione di Dio nella forma umana.
La festa nella nostra Parrocchia sara celebrata secondo il seguente
propgramma:
· Lunedi 24 marzo 2014 alle ore 17:30il Grande Vespro della Festa e
alle ore 19:00 la Piccola Compieta con l’Officio della Preparzione
alla Santa Comunione.
· Martedi 25 marzo 2014 alle ore 8:30 il Matuttino della Festa e alle
9:30 la Divina Liturgia. Alla Fine della Divina Liturgia verrà offerta
ai fedeli la Reliquia della Santa Cintura della Beata Vergine - tesoro
inestimabile del mondo Cristiano - custodita nella Chiesa nostra per
la venerazione e benedizione dei fedeli.






La Dossologia del la festa Nazionale Greca ufficialmente sarà Celebrata
domenica 30 marzo 2014.
Buona festa a tutti
Dio per l’intercessione della Beata e Sempre vergine Maria vi benedica e vi protega.
IL Parroco e Padre nello Spirito

Χαῖρε Κεχαριτωμένη ὁ Κύριος μετὰ σοῦ, χαῖρε ἁγνὴ Παρθένε, χαῖρε Νύμφη ἀνύμφευτε, χαῖρε Μήτηρ τῆς ζωῆς. (Festa dell'annunciazione del Signore)

πεστλη ξ ορανο Γαβριλ ὁ Ἀρχγγελος, εαγγελσασθαι τΠαρθντν σλληψιν· καὶ ἐλθν ες Ναζαρτ, λογζετο ν αυτῷ, τθαμα κπληττμενος· τι, Πς ὁ ἐν ψστοις κατληπτος ν, ἐκ παρθνου τκτεται! ὁ ἔχων θρνον ορανν, καὶ ὑποπδιον τν γν, ἐν μτρχωρεται γυναικς! ᾧ τὰ Ἑξαπτρυγα καΠολυμματα τενσαι οδνανται, λγμνῳ ἐκ τατης σαρκωθναι ηδκησε, Θεοῦ ἐστι Λγος παρν. Τον σταμαι, καολγω τΚρῃ; Χαρε Κεχαριτωμνη Κριος μετσοῦ, χαρε γνΠαρθνε, χαρε Νμφη νμφευτε, χαρε Μτηρ τς ζως, ελογημνος καρπς τς κοιλας σου.
 
Αύριο  Τρίτη 25-03-2014 εορτή του Ευαγγελισμού της Υπεραγίας Δεσποίνης ημών Θεοτόκου θα τελεστεί ο όρθρος και η Θεία λειτουργία. Οι ακολουθίες θα ξεκινήσουν στις 8.30.
Αμέσως μετά το πέρας της θ.λειτουργίας θα τελεστεί η Δοξολογία της Εθνικής μας εορτής.
Domani Martedi 25-03-2014 è la festa dell'Annunciazione si terrà il mattutino e la divina liturgia.Gli uffici cominciano alle ore 8.30.
Subito dopo la fine della divina liturgia si terrà la Grande doxologia per la festa Nazionale Greca.

ΤΟ ΕΥΑΓΓΕΛΙΟ ΤΟΥ ΕΥΑΓΓΕΛΙΣΜΟΥ ΚΑΤΑ ΛΟΥΚΑΝ (α΄24–38)

 
Τῷ καιρῷ εκείνῳ, συνέλαβεν Ἐλισάβετ ἡ γυνὴ Ζαχαρίου, καὶ περιέκρυβεν ἑαυτὴν μῆνας πέντε, λέγουσα ὅτι οὕτω μοι πεποίηκεν ὁ Κύριος ἐν ἡμέραις αἷς ἐπεῖδεν ἀφελεῖν τὸ ὄνειδός μου ἐν ἀνθρώποις.
᾿Εν δὲ τῷ μηνὶ τῷ ἕκτῳ ἀπεστάλη ὁ ἄγγελος Γαβριὴλ ὑπὸ τοῦ Θεοῦ εἰς πόλιν τῆς Γαλιλαίας, ᾗ ὄνομα Ναζαρέτ, πρὸς παρθένον μεμνηστευμένην ἀνδρί, ᾧ ὄνομα Ἰωσήφ, ἐξ οἴκου Δαυίδ, καὶ τὸ ὄνομα τῆς παρθένου Μαριάμ.
Καὶ εἰσελθὼν ὁ ἄγγελος πρὸς αὐτὴν εἶπε· χαῖρε, κεχαριτωμένη· ὁ Κύριος μετὰ σοῦ· εὐλογημένη σὺ ἐν γυναιξίν. Ἡ δὲ ἰδοῦσα διεταράχθη ἐπὶ τῷ λόγῳ αὐτοῦ, καὶ διελογίζετο ποταπὸς εἴη ὁ ἀσπασμὸς οὗτος.
Καὶ εἶπεν ὁ ἄγγελος αὐτῇ· μὴ φοβοῦ, Μαριάμ· εὗρες γὰρ χάριν παρὰ τῷ Θεῷ. Καὶ ἰδοὺ συλλήψῃ ἐν γαστρὶ καὶ τέξῃ υἱόν, καὶ καλέσεις τὸ ὄνομα αὐτοῦ Ἰησοῦν. Οὗτος ἔσται μέγας καὶ υἱὸς ὑψίστου κληθήσεται, καὶ δώσει αὐτῷ Κύριος ὁ Θεὸς τὸν θρόνον Δαυὶδ τοῦ πατρὸς αὐτοῦ, καὶ βασιλεύσει ἐπὶ τὸν οἶκον Ἰακὼβ εἰς τοὺς αἰῶνας, καὶ τῆς βασιλείας αὐτοῦ οὐκ ἔσται τέλος.
Εἶπε δὲ Μαριὰμ πρὸς τὸν ἄγγελον· πῶς ἔσται μοι τοῦτο, ἐπεὶ ἄνδρα οὐ γινώσκω;
Καὶ ἀποκριθεὶς ὁ ἄγγελος εἶπεν αὐτῇ· Πνεῦμα Ἅγιον ἐπελεύσεται ἐπὶ σὲ καὶ δύναμις ὑψίστου ἐπισκιάσει σοι· διὸ καὶ τὸ γεννώμενον ἅγιον κληθήσεται υἱὸς Θεοῦ. Καὶ ἰδοὺ Ἐλισάβετ ἡ συγγενής σου καὶ αὐτὴ συνειληφυῖα υἱὸν ἐν γήρει αὐτῆς, καὶ οὗτος μὴν ἕκτος ἐστὶν αὐτῇ τῇ καλουμένῃ στείρᾳ· ὅτι οὐκ ἀδυνατήσει παρὰ τῷ Θεῷ πᾶν ρῆμα.
Εἶπε δὲ Μαριάμ· ἰδοὺ ἡ δούλη Κυρίου· γένοιτό μοι κατὰ τὸ ρῆμά σου. Καὶ ἀπῆλθεν ἀπ᾿ αὐτῆς ὁ ἄγγελος.
 
Annunciazione di Leonardo
Ιl vangelo dell'annunciazione secondo Luca (1.24-38) 

Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e dicev«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
 

21 marzo 2014

Γ' Χαιρετισμοί - 3a stazione dell'inno Akathistos


 
 
Χαῖρε, φιλοσόφους ἀσόφους δεικνύουσα;
χαῖρε, τεχνολόγους ἀλόγους ἐλέγχουσα.
Χαῖρε, ὅτι ἐμωράνθησαν οἱ δεινοῖ συζητηταὶ;
χαῖρε, ὅτι ἐμαράνθησαν οἱ των μύθων ποιηταί.




Σήμερα Παρασκευή 21-03-2014 στις 19.30 θα ξεκινήσει η τρίτη στάση των Χαιρετισμών της Παναγίας.
Οggi Venerdi 21-03-2014 si terrà la terza Stazione dell'inno Akathistos e si comincia alle 19.30


19 marzo 2014

Προηγιασμένη θεία λειτουργία - Liturgia dei doni presantificati

Σήμερα Τετάρτη 19-03-2014 θα τελεστεί η θεία λειτουργία των προηγιασμένων και θα ξεκινήσει στις 18.30  
Oggi Mercoledi 19-03-2014 si terrà la liturgia dei doni presantificati e si comincia alle 18.30

16 marzo 2014

Κυριακή Β΄Νηστειών (Γρηγορίου του Παλαμά) - 2α Domenica della Quaresima


 
 
Τὴν ῥομφαίαν καὶ τὰ τόξα κακοδόξων τε, ὅλως συνέτριψας καὶ τὴν ὀφρὺν Βαρλαάμ, καὶ πᾶσαν τὴν δύναμιν αἱρετικῶν ὡς ἱστόν, διεσκόρπισας, οἷά περ λίθος μέγιστος τῆς ἀράχνης Ἱεράρχα.


Αύριο Κυριακή (16-03-2014) ο Όρθρος ξεκινάει στις 9.00 και η Θ.Λειτουργία του Μ.Βασιλείου στις 10.20.   
Domani Domenica (16-03-2014) il Mattutino inizia alle ore 9.00 e la Divina Liturgia di San Basilio alle 10.20




Ευαγγέλιον της Κυριακής,  Μάρκος Β.'1-12

Καὶ εἰσῆλθε πάλιν εἰς Καπερναοὺμ δι’ ἡμερῶν καὶ ἠκούσθη ὅτι εἰς οἶκόν ἐστι. Καὶ εὐθέως συνήχθησαν πολλοὶ, ὥστε μηκέτι χωρεῖν μηδὲ τὰ πρὸς τὴν θύραν· καὶ ἐλάλει αὐτοῖς τὸν λόγον. Καὶ ἔρχονται πρὸς αὐτὸν παραλυτικὸν φέροντες, αἰρόμενον ὑπὸ τεσσάρων. Καὶ μὴ δυνάμενοι προσεγγίσαι αὐτῷ διὰ τὸν ὄχλον, ἀπεστέγασαν τὴν στέγην ὅπου ἦν, καὶ ἐξορύξαντες χαλῶσι τὸν κράβαττον ἐφ’ ᾧ ὁ παραλυτικὸς κατέκειτο. ἰδὼν δὲ ὁ Ἰησοῦς τὴν πίστιν αὐτῶν λέγει τῷ παραλυτικῷ· Τέκνον, ἀφέωνταί σοι αἱ ἁμαρτίαι σου. ἦσαν δέ τινες τῶν γραμματέων ἐκεῖ καθήμενοι καὶ διαλογιζόμενοι ἐν ταῖς καρδίαις αὐτῶν· Τί οὗτος οὕτως λαλεῖ βλασφημίας; τίς δύναται ἀφιέναι ἁμαρτίας εἰ μὴ εἷς ὁ Θεός; Καὶ εὐθέως ἐπιγνοὺς ὁ Ἰησοῦς τῷ πνεύματι αὐτοῦ ὅτι οὕτως αὐτοὶ διαλογίζονται ἐν ἑαυτοῖς εἶπεν αὐτοῖς· Τί ταῦτα διαλογίζεσθε ἐν ταῖς καρδίαις ὑμῶν; Τί ἐστιν εὐκοπώτερον, εἰπεῖν τῷ παραλυτικῷ, ἀφέωνταί σου αἱ ἁμαρτίαι, ἢ εἰπεῖν, ἔγειρε καὶ ἆρον τὸν κράβαττόν σου καὶ περιπάτει; ἵνα δὲ εἰδῆτε ὅτι ἐξουσίαν ἔχει ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου ἀφιέναι ἐπὶ τῆς γῆς ἁμαρτίας - λέγει τῷ παραλυτικῷ· Σοὶ λέγω, ἔγειρε καὶ ἆρον τὸν κράβαττόν σου καὶ ὕπαγε εἰς τὸν οἶκόν σου. Καὶ ἠγέρθη εὐθέως, καὶ ἄρας τὸν κράβαττον ἐξῆλθεν ἐναντίον πάντων, ὥστε ἐξίστασθαι πάντας καὶ δοξάζειν τὸν Θεὸν λέγοντας ὅτι Οὐδέποτε οὕτως εἴδομεν.

Guarigione di un paralitico

Vangelo di Domenica secondo Marco 2.1-12

Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?».Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori?Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».




14 marzo 2014

Β΄Χαιρετισμοί - 2a stazione dell'inno Akathistos






Σήμερα Παρασκευή 14-03-2014 στις 19.30 θα ξεκινήσει η δεύτερη στάση των Χαιρετισμών της Παναγίας.
Οggi Venerdi 14-03-2014 si terrà la seconda Stazione dell'inno Akathistos e si comincia alle 19.30

12 marzo 2014

Προηγιασμένη θεία λειτουργία - Liturgia dei doni presantificati





Σήμερα Τετάρτη 12-03-2014 θα τελεστεί η θεία λειτουργία των προηγιασμένων και θα ξεκινήσει στις 18.30 Oggi Mercoledi 12-03-2014 si terrà la liturgia dei doni presantificati e si comincia alle 18.30

08 marzo 2014

Domenica dell'Ortodossia (da Archimandrita Dionisios Papavasileiou)

PATRIARCATO ECUMENICO
SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D’ITALIA E MALTA
PARROCCHIA GRECO-ORTODOSSA DI SAN DEMETRIO
MEGALOMARTIRE
Via dé Griffoni, 3 40123 – Bologna http: sandemetriobo.blogospot.com
No Prot.: -/2014 Bologna li, 05.03.2014


Carissimi Parrocchiani ed amici,
Ogni domenica di Quaresima ha due temi, due significati. Da una parte, ciascuna
domenica appartiene ad una serie, nella quale si manifestano il ritmo e le “dialettiche”
spirituali della Quaresima. Dall’altra, nel corso dello sviluppo storico della Chiesa, quasi
ogni singola domenica di Quaresima ha acquisito un secondo tema. Così, nella prima
domenica, la Chiesa celebra il “Trionfo dell’Ortodossia”, che ricorda la vittoria
sull’iconoclastia e il ripristinare della venerazione delle icone al concilio di Costantinopoli
nell’843. Il legame di questa celebrazione con la Quaresima è puramente storico: il primo
trionfo dell’Ortodossia ebbe luogo in questa particolare domenica. Quanto al tema
primo ed essenziale delle domeniche di Quaresima, in primo luogo si hanno le letture
della Scrittura, che lo rivelano. Per comprendere la loro successione, dobbiamo ancora
una volta ricordare il legame che esisteva originariamente fra la Quaresima e il battesimo,
e cioè il significato della Quaresima come preparazione al battesimo. Queste letture,
quindi, sono parte integrante della catechesi cristiana primitiva: esse spiegano e
riassumono la preparazione del catecumeno al mistero pasquale del battesimo. Il
battesimo è l’ingresso nella vita nuova inaugurata da Cristo. Al catecumeno, questa nuova
vita per ora è solo annunciata e promessa, ed egli l’accetta per fede. Egli è come gli
uomini dell’Antico Testamento, che vivevano per la loro fede in una promessa di cui essi
non vedevano il compimento. Questo è il tema della prima domenica. Dopo aver fatto
menzione dei giusti dell’Antico Testamento, l’epistola (Ebrei 11, 24-26.32-40; 12, 1-2)
conclude: “Eppure, tutti costoro, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non
conseguirono la promessa, avendo Dio predisposto qualcosa di meglio per noi...”. Di che si tratta? La
risposta ci viene data dalla lettura dell’evangelo (Giovanni 1, 43-51) della prima
domenica: “Vedrai cose maggiori di queste!... In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli
angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”. Il che vuol dire: voi, catecumeni, voi che
credete in Cristo, voi che chiedete di essere battezzati, che vi state preparando alla
Pasqua, voi vedrete l’inaugurazione dei tempi nuovi, il compimento di tutte le promesse,
la manifestazione del Regno. Ma vedrete questo solo se credete e vi pentite, se cambiate
la vostra mentalità (metanoia), se ne avete il desiderio e ne accettate lo sforzo.
(da A. Schemann, Great Lent, St. Vladimir’s Seminary Press 1974)
Anche noi, in Parrocchia, festeggeremo la grande Domenica del Trionfo della
Chiesa Ortodossa, con la benedizione e la processione delle Sacre Icone. Per questo
motivo tutti dobbiamo portare alla Chiesa l'Icona che custodiamo in casa. Queste
verranno tutte benedette durante la celebrazione della Divina Liturgia e la Processione.
Così anche noi attivamente partecipiamo al trionfo della nostra fede come i nostri Padri
ci hanno insegnato.
Poi le Icone “ritornano” alle nostre case e diventano il rifugio durante la preghiera,
balsamo contro le nostre tentazioni e afflizioni della vita, conferma che la vita della
Chiesa non è un’utopia, ma verità vissuta, proteggendo noi e i nostri familiari insieme
con la nostra casa, da tutte le insidie del demonio e degli uomini malvagi.
Il programma delle celebrazioni di Domenica 09 marzo 2014 segue quello consueto delle
domeniche. Alle 11:30 la processione con le sacre Icone.
Buona domenica a tutti.
Il Parroco e Padre nello Spirito
Archimandrita
Dionisios Papavasileiou

07 marzo 2014

Α' Χαιρετισμοί- 1a Stazione dell' inno Akathistos



Μωσῆς κατενόησεν ἐν βάτῳ, τὸ μέγα μυστήριον τοῦ τόκου σου. Παῖδες προεικόνισαν, τοῦτο ἐμφανέστατα μέσον πυρὸς ἱστάμενοι, καὶ μὴ φλεγόμενοι, ἀκήρατε ἁγία Παρθένε· ὅθεν σε ὑμνοῦμεν, εἰς πάντας τοὺς αἰῶνας.

Σήμερα Παρασκευή 07-03-2014 στις 19.30 θα ξεκινήσει η πρώτη στάση των Χαιρετισμών της Παναγίας.
Οggi Venerdi 07-03-2014 si terrà la Prima Stazione dell'inno Akathistos e si comincia alle 19.30

05 marzo 2014

Προηγιασμένη θεία λειτουργία - Liturgia dei doni presantificati



Σήμερα Τετάρτη 05-03-2014 θα τελεστεί η θεία λειτουργία των προηγιασμένων και θα ξεκινήσει στις 18.30
Oggi Mercoledi 05-03-2014 si terrà la liturgia dei doni presantificati e si comincia alle 18.30

04 marzo 2014

Το αληθινό νόημα της νηστείας- Il digiuno corretto


Ποιό είναι το αληθινό νόημα της νηστείας;
Μας το περιγράφει πολύ σύντομα και απλά ο ιερός υμνωδός στο ιδιόμελο του εσπερινού της Τρίτης της τρέχουσης εβδομάδας των νηστειών:
Νηστεύσωμεν νηστείαν δεκτήν, εὐάρεστον τῷ Κυρίῳ, ἀληθὴς νηστεία, ἡ τῶν κακῶν ἀλλοτρίωσις, ἐγκράτεια γλώσσης, θυμοῦ ἀποχή, ἐπιθυμιῶν χωρισμός, καταλαλιᾶς, ψεύδους, καὶ ἐπιορκίας· ἡ τούτων ἔνδεια, νηστεία ἐστίν, ἀληθὴς καὶ εὐπρόσδεκτος.
Η αληθινή νηστεία δεν είναι μόνο η αποχή απο τα φαγητά αλλά η αποφυγή των επιθυμιών, η αποχή απο τα σαρκικά αμαρτήματα, ο έλεγχος του θυμού, η εγκράτεια της γλώσσας, η αποφυγή του ψεύδους, της καταλαλιάς, του κουτσομπολιού κτλ.
Αυτή ειναι νηστεία αληθινή ευπρόσδεκτη και ευάρεστη στον Χριστό.


Quale è il senso del digiuno vero?
Lo descrive in modo semplice e conciso un canto del vespro di Martedi della 1a settimana della quaresima.
Il senso del digiuno vero non è solo l'astensione dal cibo (carne, pesce, formaggio ecc) ma implica un comportamento che mira ad evitare le tentazioni carnali, di soprimere le passioni, di essere sereno e di evitare di arrabbiarsi, di non dire pettegolezze, non dire bugie ecc.
Cioè digiunare significa pulire non solo il corpo (detossificazione dimostrabile dal punto di vista medico) ma" pulire " anche lo spirito.
Allora un digiuno che coinvolge una "pulizia" psichosomatica del fedele fa molto piacere al Signore.

15 marzo 2012

La terza domenica della Grande Quaresima

PATRIARCATO ECUMENICO
SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D’ITALIA E MALTA
PARROCCHIA GRECO-ORTODOSSA DI SAN DEMETRIO MEGALOMARTIRE BOLOGNA

Via dé Griffoni, - 40124 Bologna - Italia. Tel. & Fax: 0039.051.271094

Cari fratelli e care sorelle,
Siamo già arrivati a metà della Grande Quaresima. La terza domenica della Grande Quaresima è un punto di svolta nel cammino verso la Santa Pasqua, sotto diversi punti di vista. In questo contesto, è estremamente significativo il Synaxarion che descrive il senso della festa. Il Triodion, libro liturgico che contiene gli uffici quaresimali, attribuisce a Niceforo Callisto Xanthopulos (XIII sec.), i sinassari che ne spiegano le feste, la loro origine e la loro disposizione nel calendario liturgico. Presentando il tema dominante della terza domenica, Xanthopulos dice: «Oggi celebriamo la festa della venerazione della preziosa e vivificante Croce: poiché durante i quaranta giorni di digiuno noi in qualche modo crocifiggiamo noi stessi, mettendo a morte le passioni che abbiamo in noi, e abbiamo una sensazione di amarezza a causa della nostra negligenza o del nostro scoraggiamento, ecco che viene esposta la vivificante Croce, per rianimarci e sostenerci, per incoraggiarci ricordandoci le Sofferenze del nostro Signore Gesù Cristo. Se il nostro Dio si è lasciato crocifiggere per noi, non dobbiamo forse fare altrettanto per lui? ….. Noi siamo come quelli che, percorrendo un lungo e aspro sentiero, si affaticano, e vedendo un albero rondoso si siedono un momento alla sua ombra e poi, come ringiovaniti, continuano il loro viaggio. Così oggi, in questo tempo di digiuno, di cammino difficile e di sforzo, la Croce vivificante fu piantata in mezzo a noi dai santi Padri per procurarci riposo e ristoro, per renderci leggeri e coraggiosi in vista del compito che resta da fare… Questa resima, ed è paragonata alle acque di Mara a causa della contrizione, dello scoramento e dell’amarezza prodotte in noi dal digiuno: come quando il divino Mosè gettò il suo bastone in mezzo alla sorgente per addolcirne le acque, o come quando Dio ci ha salvato spiritualmente dal Mar Rosso e dal Faraone, così il legno della preziosa e vivificante Croce addolcisce l’amarezza di un digiuno di quaranta giorni e ci consola per questa nuova traversata del deserto, fino a giungere alla Gerusalemme mistica attraverso la sua risurrezione. E poiché la Croce è per noi l’albero della vita, piantato nel paradiso, i santi Padri l’hanno giustamente piantata nel mezzo della santa Quaresima, ricordandoci ad un tempo l’avidità di Adamo e come questa fu annullata per mezzo del nuovo albero, gustando il quale noi non moriamo più, ma siamo tenuti in vita».
Durante il canto del congedo della Divina Liturgia, il Sacerdote, rivestito di tutti i suoi ornamenti, incensa la croce facendo tre volte il giro dell’altare; esce dal santuario portando la croce deposta su un vassoio ornato di fiori sopra la sua testa, preceduto da candele e incenso. Mentre il coro canta il tropario della Croce, il sacerdote depone il vassoio con la Croce su un tavolo posto al centro della navata, incensa di nuovo la croce tre volte girandole intorno, poi inizia la venerazione della Croce con la tripla grande metania, dove ciascuno si prostra per tre volte con la fronte a terra prima di chinarsi sulla croce e baciarla
Alla fine della venerazione della Santa Croce i fiori che la adornano vengono distribuiti ai fedeli e vengono custoditi davanti alla sacra icona della casa, come protezione della famiglia e della casa.
Nella nostra Parrocchia il rito sarà celebrato con un preziosissimo reliquario della Santa Croce, gentilmente prestato per l’occasione della Cattedrale della nostra città.
Buon spirituale.proseguimento
Il Parroco
Archimandrita
Dionisios Papavasileiou